… e nel grande corridoio verde un GRANDE POLO LOGISTICO!


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“L’Emilia Romagna mette le radici per il futuro. Operazione green senza precedenti: 4,5 milioni di alberi messi a disposizione gratuitamente per migliorare la qualità dell’aria, dell’acqua, per migliorare la biodiversità. L’Emilia Romagna come un grande corridoio verde.” … e nel grande corridoio verde un GRANDE POLO LOGISTICO!


Nell’immagine l’area di Malalbergo (colori giallo e rosso) che, unitamente a quella dell’ex-zuccherificio di San Pietro in Casale (colore verde) andrà a costituire l’ Hub metropolitano di Altedo per la logistica del territorio.


Dopo l’approvazione all’interno dei consigli comunali di Malalbergo, Baricella, Budrio, Granarolo, Minerbio, Molinella e dell’Unione Reno Galliera, anche la Città Metropolitana vota favorevolmente, ad esclusione di due consiglieri, la costruzione dell’ Hub metropolitano di Altedo che coinvolgerebbe i comuni di Malalbergo, San Pietro in Casale e Bentivoglio. Si tratta di un nuovo polo logistico che sorgerà vicino al casello autostradale di Altedo e sarà formato da due insediamenti: un’area di 25 ettari sull’ex-zuccherificio di San Pietro in Casale e una di 73 ettari nel Comune di Malalbergo. L’area identificata si trova all’interno di un contesto paesaggistico caratterizzato dalla presenza di campi coltivati e vincolata in quanto zone umida. Come riporta Legambiente, ci troviamo nella campagna bolognese in un’area a forte rischio idraulico a causa della bassa permeabilità del terreno, probabilmente inadeguata a essere edificata, se consideriamo anche i cambiamenti climatici a cui stiamo andando incontro.

Sottolineiamo che le azioni intraprese dalle amministrazioni locali, nella direzione di uno sviluppo territoriale ed economico di interesse pubblico, debbano essere il più trasparenti possibili, consentendo un reale confronto con cittadine/i per valutarne le ricadute sociali, culturali, sanitarie sul territorio e sul futuro di tutta la comunità.

Nei documenti viene riportato che ‘l’idoneità di Altedo per la grande logistica è subordinata alla previsione di un adeguato trasporto pubblico per gli addetti non essendoci il collegamento ferroviario’. Ma sappiamo che questi adeguamenti non sono sempre sufficienti a rispondere alla reale necessità di spostamento di lavoratrici/tori. Tra le prevedibili conseguenze del nuovo polo ci sarà un peggioramento della qualità dell’aria legata a un aumento del trasporto su gomma (co-responsabile a livello europeo di più di 400.000 morti premature all’anno – l’Italia è il 1° paese per almeno 58.600 decessi nel 2019 dovuti al particolato fine), che andrà a congestionare la viabilità dei paesi limitrofi, già appesantita dal traffico legato all’Interporto e al Centergross. Infine, si prevede un incremento dell’inquinamento luminoso e acustico per il quale eventuali barriere fonoassorbenti e fasce alberate saranno un “beneficio” di ben poco conto, che certamente non andranno a compensare i danni irreversibili a flora e fauna autoctona che un intervento di tale portata causerà.

Inoltre, con questo polo logistico verranno eliminate le risaie del territorio, elemento distintivo del paesaggio agrario della nostra pianura, “parte omogenea del territorio i cui caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana e dalle reciproche interrelazioni“. Molto è già scomparso: maceri, piantate, frutteti, lavori di bonifica, vecchie valli, aie in pietra per l’essicazione dei cereali, case coloniche e con loro, le storie dei mezzadri, braccianti, mondine, le lotte e gli scioperi per i diritti, ma non ancora l’ultima risaia ormai esistente sul territorio della Città Metropolitana, produttrice delle sementi per la coltivazione del riso in Italia, e non zona incolta, come scritto sulla documentazione presentata al voto dei Consiglieri in Città Metropolitana per l’Accordo Territoriale. Come si può valorizzare un paesaggio attraversato da percorsi cicloturistici di importanza europea e contemporaneamente prevedere interventi di cementificazione? Quanti ettari di suolo dovranno essere ancora sacrificati a scopi diversi dalla produzione alimentare?

Il beneficio dichiarato per la realizzazione di questo nuovo polo logistico è l’assunzione di 1500-1900 addetti (numeri sulla carta). Le vertenze portate avanti nel settore della logistica negli ultimi dieci anni, non ultima quella delle lavoratrici della YOOX, presso Interporto ci insegnano quale tipo di occupazione stiano prospettando: lavoro precario e malpagato.


Con questo documento vorremmo invitare a unire le forze di chi vuole opporsi a questa grande opera distruttrice: facciamo rete comune, scrivendo a  info@casadelpopoloponticelli.org


In questi giorni pianteremo nuovi alberi alla Nuova Casa del Popolo di Ponticelli per mettere insieme le radici del nostro futuro e delle generazioni che verranno.

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L’impegno sociale non può essere punito. Sostieni Stefano, Sara, Claudio e Matteo


Clicca sull’immagine per partecipare al crowdfunding attivato per coprire le enormi spese che devono affrontare quattro compagn* condannati per fatti di piazza di quasi otto anni fa visita la pagina su Produzioni dal basso. Di seguito il racconto della vicenda che li ha coinvolti.


La mattina del 15 febbraio 2013, nella giornata nazionale di mobilitazione studentesca in vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, si è tenuto a Bologna il corteo #15F CONTRO PARTITI E BANCHE , manifestazione organizzata da studenti medi e universitari che hanno deciso di invadere la città al suono degli slogan “Que se vayan Todos! ” e “Non ci rappresenta nessuno”.

Era chiaro il messaggio da parte del mondo della formazione e del movimento studentesco: nessuna fiducia nella rappresentanza e nella delega del voto per riprendersi il proprio presente e futuro. Durante il corteo, oltre a cartelli elettorali e banche, sono state difatti sanzionate alcune sedi elettorali di partito tramite lancio di uova.

Le forze dell’ordine hanno fatto trovare la celere schierata in tenuta antisommossa davanti alla sede di Fratelli d’Italia in via Farini, a protezione di non si sa chi o cosa, dato che il portone era chiuso, le serrande abbassate, e all’interno non si trovava nessuno. Cosi facendo il reparto celere si frappose tra le uova e la serranda, beccandosi le uova lanciate dal corteo.

Al termine del lancio di uova, e con il corteo che ormai proseguiva per terminare in piazza San Francesco, il capo della celere si è lanciato in un incredibile ‘sfogo’: “Ma secondo voi, ma dove stiamo dai! Fotografate, ditelo, non voglio stare in queste condizioni […]”.

Tutto ciò ovviamente davanti alla stampa che non aspettava altro che un pretesto per fare notizia, sperando in qualche atteggiamento violento o scandaloso da parte del corteo.

Rispondendo poi ad un uomo che replicava “ma sono quattro ragazzini”, il poliziotto proseguiva dicendo “quattro ragazzini sono che devono conciare così una squadra? Ma non sono modi questi […] in queste condizioni io smonto, […] qui c’è tutto un giro, scrivete, fatelo sapere al mondo politico, ci dovete filmare, filmatelo e fatelo sapere […]”.

A La Repubblica ed agli altri organi di (dis) informazione tutto ciò non è parso vero e hanno dato uno spropositato risalto mediatico alle parole del celerino.

Per questo episodio 4 compagn* vengono denunciati per “tentate lesioni personali aggravate”, come se delle uova potessero veramente ferire un celerino in assetto antisommossa, e condannati a pene comprese fra i 4 e i 10 mesi e un risarcimento alla parte offesa di circa 13 mila euro. A questa somma vanno aggiunti 7 mila euro per le spese legali sostenute dalla nostra Avvocata. Per un totale di 20 mila euro!!

Avete capito bene, il reparto celere ha richiesto il risarcimento per DANNI MORALI per delle uova.

In uno stato in cui il riconoscimento dei danni morali avviene a fatica per le donne vittime di violenza di genere, un giudice ha stabilito che delle divise sporche meritino questo risarcimento pecuniario.

Consapevoli del fatto che i tribunali sono parte del meccanismo che criminalizza e condanna le lotte sociali, non siamo stupiti di tale sentenza. Purtroppo il ricatto economico sta diventando sempre più uno strumento utilizzato dalla controparte come deterrente alle iniziative e pratiche di piazza.

Come Associazione Mutuo Soccorso stiamo mettendo in campo alcune iniziative per sostenere i/le compagn* colpiti da questa infame misura repressiva, ma in questo periodo di emergenza sanitaria è sempre più difficile organizzare eventi come cene sociali, concerti ecc.

Nonostante la cifra assurda siamo abituati a non farci scoraggiare e in questo caso abbiamo bisogno di fare appello alla solidarietà collettiva, agli amici, alle amiche ai compagni e alle compagne e in generale a chi riconosce questa ingiustizia, per non piegarci a chi ci ricatta e continuare a lottare.

Partecipa al crowdfunding e alle iniziative di sostegno per i compagni e le compagne coinvolt*.


L’impegno sociale non può essere punito!

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Con donazioni uguali o superiori alle soglie indicate saranno inviate le magliette e la borsa in foto.

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Primo Maggio tutto l’anno!

Care compagne e compagni,


Il 1 Maggio per noi era un ‘tutt* su in montagna’! Un ‘sanmichele’ di 200 Km andata e ritorno Ponticelli – Campolo – Ponticelli per 20 anni!


Dal 2018 abbiamo scelto di restare in pianura, alla Casona dove quest’anno, l’affastellarsi di fasi e ordinanze ci impedisce di riunirci, per spalancare la primavera alla pianura e raccontare – tra i suoni dei piatti, di ceramica e d’ottone, di cucina e di concerto, nel tramestio dei mestoli, dei nostri titoli eretici e delle nostre parole spericolate – la festa del lavoro, per quello che ancora non è, per come la vogliamo.
Una giornata che non possiamo lasciare chiusa in casa, proprio oggi, di fronte, dentro la difficilissima realtà che stanno vivendo, meglio, subendo milioni di lavoratrici e di lavoratori: con la chiusura di tantissime attività produttive e commerciali e la prospettiva, che è più di uno spettro, di una disoccupazione di massa; con l’incapacità, anzi, la mancanza di volontà di rendere davvero sicuri i luoghi di lavoro, che non è altro che la prosecuzione emergenziale di una politica e di un’economia incuranti delle mille e mille vittime che, no, proprio non si possono chiamare “bianche”; con cadenze lavorative alienanti e, diciamolo pure, disumane; con la disintegrazione di ogni lavoro intellettuale e culturale che si presenti come anti-sistema; con la prospettiva di un ulteriore addomesticamento di lavoratrici e lavoratori alle logiche di un capitalismo che desertifica i diritti e l’ambiente, che non intende scrollarsi di dosso la sua marsina tossica e asfissiante.
Nel quadro di un generale peggioramento delle situazioni lavorative, vogliamo portare l’attenzione su sanità e istruzione, settori in cui lo stato attuale sta mostrando tutta la sua incapacità, condividendo alcune riflessioni degli ultimi giorni che trovate in allegato.

Il 1 Maggio rimane un giorno di lotta, di festa e di libertà senza confini…anche quest’anno!

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Suoni Resistenti 2020 on air su Radio Città Fukijo

Anche quest’anno, grazie alla disponibilità di @Radio Città Fujiko, saremo con voi a ricordare insieme cos’è stato il 25 Aprile! Lo faremo nella classica modalità di Suoni Resistenti, attraverso la musica, raccontando la resistenza di ieri e di oggi!
Grazie a tutti i gruppi musicali che sono passati in questi anni dal Casone Partigiano e che hanno partecipato inviato un contributo per ricordare insieme cos’è la Resistenza.
Difendiamo la Storia dalla Cattiva Memoria, Ora e sempre RESISTENZA!

Ringraziamo tutti i gruppi che hanno contribuito all’evento inviandoci un loro pezzo. In ordine di scaletta (perchè nel nostro cuore occupate lo stesso posto):
Coro delle Mondine di Bentivoglio NABAT OiLa BaLotta ContinuaMulini a ventoGuerrieri Della ScioltaThe Drunk ButchersZeman oiBlack MirrorsUrban FightWumingcontingent40127The StabZona PopolareClear CutBolognina Roots FamilyA Blues Tuesday, @Bonobo, Bologna City Rockers, @Armassd FC, Maleducazione Alcolica

ASCOLTA LA PUNTATA

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Annullate le iniziative del 7 marzo alla Casona

 



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