Domenica a Ponticelli – Tre libri 20/11 – 27/11 – 04/12

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Convergere per Insorgere – 20 ottobre in piazza XX Settembre BO

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I Sollevamenti della Terra – Dalla Risaia di Ponticelli al Corno alle Scale

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Ponticelli in Festa – AGOSTO!

 

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SOLIDARITY FESTIVAL 3a edizione – Bologna City Rockers


🤝SOLIDARITY FESTIVAL 3a edizione 🤝
🎸 Il Muro del Canto – 🎸 Klaxon – 🎸 La Furia! – 🎸 Mad Rollers – 🎸 Key O’ Sea – 🎸 La MalaSementa

🎧 Aftershow vinyl djset by:
📀 Mascio – 📀 Felix – 📀 Lorenz


🏟 La Casona – ⏰ START: h.17.30 –💰 INGRESSO GRATUITO – 🍻🌭 BAR & CUCINA – 🏕 FREE CAMPING
📌 EVENTO SVOLTO NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA ANTI-COVID


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Dalla Risaia di Ponticelli al Corno alle Scale

DALLA RISAIA DI PONTICELLI AL CORNO ALLE SCALE. I SOLLEVAMENTI DELLA TERRA.

UNA MARCIA PER DIRE NO A OPERE DANNOSE E IMPOSTE.

 Perché la marcia

 La Regione Emilia Romagna ha stanziato 5,8 milioni di euro per il progetto di un nuovo impianto di risalita al Corno alle Scale. Il progetto prevede lo smantellamento della seggiovia esistente e il suo prolungamento di circa 200 metri su un tratto di montagna ripido e battuto da forti venti. Siamo contrari a questa nuova opera, e tali restiamo anche di fronte alle immaginarie “varianti” che talvolta vengono proposte.

Ci sono evidenti motivi di tutela della montagna a giustificare la nostra contrarietà, ma anche considerazioni ambientali di ordine più generale. A causa dei cambiamenti climatici la neve naturale non è sufficiente a garantire piste innevate sotto i 2000 metri, e quindi deve essere “sparata” una quantità esorbitante di neve artificiale, che ha costi energetici elevatissimi e comporta il prelievo e la contaminazione delle acque. Il principale promotore dal lato imprenditoriale della nuova opera, Marco Palmieri (Piquadro), secondo “Un’idea di Appennino” (Maggio 2022) si dice soddisfatto dalla stagione sciistica al Corno, ma, scrive il mensile, “la siccità […] ha obbligato ad un massiccio impiego di neve artificiale” e dunque “c’è bisogno delle conferme dei denari pubblici nonché di  ulteriori misure, magari per quanto riguarda le bollette dei consumi energetici, cresciute oltremodo negli ultimi mesi.” Nel pieno della crisi

climatica, e con costi dell’energia sempre in crescita, mettere soldi pubblici (cioè nostri) su operazioni di questo tipo ci sembra sconsiderato. Sulle modalità con cui vengono stanziate le risorse pubbliche torneremo più avanti.

Perché la risaia (e perché il Passante)

  La marcia è la modalità di lotta che abbiamo deciso di intraprendere contro quanto descritto. Una marcia lenta, sentendo la terra sotto i piedi, attraverserà la provincia bolognese da Ponticelli di Malalbergo fino al Corno alle Scale. Il punto di partenza non è casuale, ma si ricollega a una battaglia vinta da attivisti/e e militanti della pianura raccolti nella Rete NO HUB, che ha impedito la cementificazione di un’antica risaia che stava per essere sacrificata sull’altare della logistica. Altro progetto “simbolico” che incontreremo lungo il cammino è quello del Passante di Bologna, ovvero l’allargamento del sistema Autostrade/Tangenziale fino a 16/18 corsie. Il progetto è voluto da governo nazionale, Regione, Città Metropolitana e Comune capoluogo ed è ampiamente riverniciato di “green” e “partecipazione”. Tuttavia, le istituzioni che lo propongono non hanno neppure risposto alla richiesta di sottoporlo a una Valutazione di Impatto Sanitario. Al servizio degli attesi 65 milioni di veicoli/anno saranno costruiti 8 nuovi distributori di benzina, gran parte dei quali su terreno agricolo.

Logistica e cemento contro l’agricoltura

 Colto o incolto che sia, un terreno cementificato è perso per sempre. La terra ci nutre, trattiene l’acqua, immagazzina il carbonio. Un quarto della biodiversità del pianeta si trova nel suolo. Non possiamo restare insensibili! Fra il 2019 e il 2020 il suolo consumato in Italia è aumentato  di 56,7 chilometri quadrati, ovvero un equivalente di circa oltre venti campi di calcio al giorno (fonte Sole 24Ore, 2/12/2021). A ondate successive, le costruzioni industriali, residenziali e ultimamente per la logistica hanno proseguito l’opera di distruzione (e la logistica, come le vicende dell’ Interporto dimostrano, ha spinto in avanti anche le dinamiche di sfruttamento della manodopera). Nulla di concreto viene fatto per recuperare le aree dismesse, e si preferisce, per avidità, cementificare aree verdi. Avremmo invece bisogno di agricoltura di prossimità per poter mangiare cibo sano e locale, non dipendente da catene di fornitura lunghe, inquinanti, costose e fragili. La cementificazione conviene solo agli speculatori immobiliari, alle multinazionali dell’agroalimentare, alle catene dei supermercati e alle potentissime aziende della logistica.

Terra sprecata, soldi buttati

 Le promesse degli amministratori quando promuovono opere inutili e nuovi scatoloni per la logistica sono sempre due: crescita economica del territorio e lavoro. Sono promesse false. Molti di più sarebbero i posti di lavoro e il benessere sociale promuovendo e finanziando sanità pubblica, cultura e lavori sostenibili e utili. Dopo decenni in cui ci hanno detto che “i

soldi non ci sono”, ora è evidente che mentivano. Il nuovo modo per nasconderli è vincolarli a una destinazione. Così succede per il Passante, così per il PNRR, e così per i 5,8 milioni destinati al nuovo impianto di risalita. Che dovrebbero trovare destinazioni assai migliori. Sta all’intelligenza sociale individuarle e imporle.

Non ci aspettiamo più nulla dai governanti che hanno accelerato il disastro. Nessuno può ignorare la catastrofe che ne consegue.

Si tratta ancora una volta di riprendere in mano il nostro destino e di organizzarsi per passare all’azione.

L’assemblea promotrice, 5 giugno 2022.

La marcia partirà da Ponticelli presso la Casa del Popolo il 2 settembre e l’arrivo previsto al Corno alle Scale è l’11 settembre. Tappe e altre informazioni verranno divulgate a breve.

 Per info: sollevamenti@riseup.net

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Difendiamo il nostro Territorio!

Domenica 10 LUGLIO ore 9.00 ritrovo nel piazzale ex zuccherificio per un flash mob
– all’inizio di via Ca’ Bianca, PONTICELLI – FACCIAMO SENTIRE LE NOSTRE VOCI!!!

Se il progetto del polo logistico di Altedo ha subito una battuta d’arresto, quello di S. Pietro in Casale sta procedendo a TUTTO SPIANO!

Nonostante la regione avesse dato indicazione di mantenere una fascia alberata presente nell’area, suggerendo addirittura di aumentarne la superficie, i lavori svolti fino a oggi per ospitare i 28 ETTARI dell’hub (di cui circa la metà su terreno non impermeabilizzato) hanno visto l’abbattimento di ogni forma di vegetazione presente e dei resti di un antico mulino del ‘300. L’originaria struttura di questo edificio e l’insediamento, nei secoli punto strategico e di grande importanza per il nostro territorio, rischiano di venire sepolti definitivamente dai capannoni del nuovo polo logistico. Per ironia della sorte a poche decine di metri da questi resti passerà la ciclovia del Navile, pista ciclabile turistica di importanza nazionale che percorrerà questa via d’acqua. É a dir poco paradossale l’idea di creare un percorso ciclo turistico sulle vie d’acqua del territorio e contemporaneamente cancellarne una testimonianza storica così importante.

NON LASCIAMO CHE LA SPECULAZIONE DISTRUGGA IL NOSTRO TERRITORIO!

Rete NoHub

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Una Pianura di Libri 2022

 


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Primo Maggio tutto l’anno!

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24 aprile 20222 – Suoni Resistenti al Casone del Partigiano!

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05 Marzo, verso l’Otto Marzo Giornata Internazionale delle Donne

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Il Fascismo a Bologna di Ivan Spada

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Le risaie di Altedo (BO) sono salve! Comunincato stampa della Rete NoHub

Comunincato stampa della Rete NoHub: Le risaie di Altedo (BO) sono salve! Vittoria degli ambientalisti contro il nuovo polo logistico

Dopo l’intervento della rete NoHub con le associazioni Legambiente, WWF e Primo Moroni supportate da diverse realtà e singole/i attiviste/i, salta l’accordo territoriale che avrebbe permesso la realizzazione del polo da 73 ettari. “La campagna della pianura bolognese è salva dalle speculazioni”

Soddisfazione della rete NoHub logistico Altedo che dalla fine del 2020 si è mobilitata per contrastare i progetti di nuovi hub previsti nella pianura bolognese. Uno dei più rilevanti, quello di Altedo che avrebbe portato alla perdita delle ultime risaie storiche del territorio per ben 73 ettari di campagna.

Dopo una forte mobilitazione popolare che ha visto la partecipazione di migliaia di persone con la raccolta di più di 4 mila firme, diverse iniziative di informazione e divulgazione, tra le quali il corteo contro il “Terricidio” promosso dalla Brigata di Solidarietà delle Donne, è del 30 settembre il risultato determinante: il comune di Budrio non approva la delibera che avrebbe permesso l’avanzamento dell’accordo territoriale.

Tale delibera era già stata precedentemente approvata sia dalla Città Metropolitana che dalle Unioni dei comuni ma con una grave imprecisione: l’area dell’intervento veniva descritta come occupata da “terreni incolti”, definizione che era in contrasto con quanto contenuto nella relazione paesaggistica e con l’evidenza dei fatti. Dopo l’invio di un’istanza di autotutela con la quale le associazioni evidenziavano a Città Metropolitana, Unioni e Comuni che le votazioni sulla delibera erano avvenute sulla base di presupposti errati, essa è stata modificata e riproposta al vaglio dei diversi livelli amministrativi. Il Consiglio Comunale di Budrio nel corso della seduta del 30/09/2021 l’ha respinta facendo di fatto decadere l’accordo territoriale.

“Una vittoria che lascia ben sperare sulla possibilità che queste zone non vengano interessate da ulteriore consumo si suolo e da speculazioni economiche.” – commentano dalla Rete. “Adesso è arrivato il momento per pensare veramente ad uno sviluppo differente per questo territorio”.

Le associazioni e comitati invitano però a non abbassare la guardia in quanto sono ancora diversi i progetti che interesseranno l’area della Città Metropolitana, per ancora centinaia di ettari.

Sul piano urbanistico occorre eseguire una mappatura delle aree già impermeabilizzate e dei capannoni inutilizzati favorendone il riutilizzo e non va consentita la realizzazione di hub logistici di dimensioni superiori ai 10000 mq se non prevedono una infrastruttura ferroviaria.

Siamo favorevoli allo sviluppo, ma si tratta di decidere quale modello di sviluppo stiamo immaginando per i nostri territori. Il tempo delle parole è finito, replicare gli errori che hanno prodotto l’emergenza climatica non ha senso. Bisogna ad esempio puntare su mobilità sostenibile per persone e merci, dare impulso all’agricoltura favorendo il passaggio al biologico, valorizzando i prodotti DOP e le imprese di giovani, innovare l’offerta turistica in chiave green con percorsi ciclabili alla riscoperta del patrimonio naturale di pianura e delle eccellenze gastronomiche, orientare l’attività edilizia prevalentemente nel recupero del patrimonio esistente.

La transizione ecologica non solo è possibile ma è urgentemente necessaria.

La rete NoHub logistico Altedo continuerà ad essere attiva su questo fronte presidiando i progetti che arrivano sul territorio!

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Hackmeeting alla casona di Ponticelli 3 – 4 – 5 settembre 2021

Cos’è Hackmeeting?

L’hackmeeting è l’incontro annuale delle controculture digitali italiane, di quelle comunità che si pongono in maniera critica rispetto ai meccanismi di sviluppo delle tecnologie all’interno della nostra società. Ma non solo, molto di più. Lo sussuriamo nel tuo orecchio e soltanto nel tuo, non devi dirlo a nessuno: l’hackit è solo per veri hackers, ovvero per chi vuole gestirsi la vita come preferisce e sa s/battersi per farlo. Anche se non ha mai visto un computer in vita sua.

Tre giorni di seminari, giochi, dibattiti, scambi di idee e apprendimento collettivo, per analizzare assieme le tecnologie che utilizziamo quotidianamente, come cambiano e che stravolgimenti inducono sulle nostre vite reali e virtuali, quale ruolo possiamo rivestire nell’indirizzare questo cambiamento per liberarlo dal controllo di chi vuole monopolizzarne lo sviluppo, sgretolando i tessuti sociali e relegandoci in spazi virtuali sempre più stretti.

L’evento è totalmente autogestito: non ci sono organizzatori e fruitori, ma solo partecipanti.

Programma completo (clicca qui) 

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